Seicentocinquanta metri di quota, una torre medievale, e sotto due mondi diversi: da un lato la valle di Sarno con il Vesuvio in fondo, dall'altro i tornanti che scendono a Maiori.

Il valico

Il Valico di Chiunzi è la sella che separa l'agro nocerino-sarnese dalla Costiera Amalfitana, in territorio di Tramonti. È uno dei tre passi che permettono di scavalcare i Lattari, e il meno usato dal traffico turistico: chi va a Positano passa da Agerola, chi va ad Amalfi scende da Vietri o dalla statale.

Per chi parte da Pimonte è una alternativa interessante nelle giornate in cui la costa nord è ingolfata: si prende l'interno, si valica, e si scende direttamente su Maiori e Minori.

La vista

Dal piazzale del valico il Vesuvio sta esattamente in asse, in fondo alla valle, con la pianura coltivata sotto e i paesi che si accendono al tramonto. È uno dei punti panoramici più fotografati della zona e non costa niente.

La torre e la guerra

La torre di Chiunzi è una costruzione difensiva di origine medievale, posta a controllo del passaggio. Nel 1943 il valico fu uno dei punti chiave dello sbarco di Salerno: da qui i rangers americani controllavano la piana e la strada per Napoli, e la posizione fu tenuta sotto bombardamento per giorni. Sul posto ci sono cippi e targhe commemorative.

Tramonti, sotto il valico

Il comune si chiama Tramonti perché sta fra i monti, e conta tredici frazioni sparse in una conca verde che non somiglia per niente al resto della Costiera: niente mare, boschi di castagno, vigne.

  • Il vino: la sottozona Tramonti della DOC Costa d'Amalfi, con vitigni antichi come il Tintore, alcuni su piede franco perché la filossera non arrivò mai quassù
  • La pizza: da Tramonti sono partiti, dal dopoguerra, centinaia di pizzaioli che hanno aperto locali in tutto il Nord Italia
  • I conventi e le chiese sparse fra le frazioni, spesso aperte solo la domenica

Un consiglio per il rientro serale

Se avete passato la giornata ad Amalfi in alta stagione, tornare dal Valico di Chiunzi può farvi risparmiare parecchio tempo rispetto alla statale. Chiedeteci: dipende dal giorno e dall'ora.

Tramonti frazione per frazione

Le tredici frazioni sono sparse in una conca verde e si visitano in auto in mezza giornata: Polvica, Campinola, Gete, Pietre, Capitignano, Cesarano, fra le altre. In ognuna c'è una chiesa e, spesso, un piccolo produttore di vino o formaggio. Non c'è un centro storico monumentale: c'è un paesaggio agricolo che è rimasto quello di cinquant'anni fa.

Il conservatorio e i conventi

A Gete c'è il complesso conventuale di San Francesco, del Quattrocento, con un chiostro e una biblioteca. Tramonti ha una tradizione monastica lunga e a essa si deve il liquore Concerto, un infuso di erbe e spezie di origine conventuale che si trova quasi solo qui.

Il vino a piede franco

Nella zona esistono vigne di Tintore con ceppi che superano i due secoli, non innestati, con tronchi grossi come alberi da frutto e allevate a pergola alta. Alcune aziende agricole le mostrano su prenotazione: è una delle poche occasioni in Europa di vedere viti pre-filossera ancora in produzione.

Il passo, in pratica

  • Quota 656 metri, strada asfaltata e aperta tutto l'anno salvo neve
  • Dal Relais si arriva per l'interno, passando da Gragnano e Sant'Egidio, in circa quaranta minuti
  • Sceso il valico si è a Maiori in venti minuti, senza affrontare la statale da Vietri
  • Il piazzale panoramico ha spazio per parcheggiare e un paio di punti di ristoro stagionali

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

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