Non serve andare lontano per camminare bene. Queste sono le cinque uscite che consigliamo più spesso, in ordine di fatica, tutte con partenza a meno di mezz'ora dal Relais.

1. Il giro dei terrazzamenti di Pimonte

Un'ora scarsa, quasi in piano, su stradine di campagna e mulattiere fra gli orti. Si esce dopo colazione, si torna prima che faccia caldo. Va bene anche per chi non ha scarpe da trekking. Il premio è il panorama sul Faito da un'angolazione che dalla strada non si vede.

2. L'anello della faggeta del Faito

Circa un'ora e mezza, dislivello modesto, tutto all'ombra. La più fresca delle cinque, quindi la migliore da luglio a settembre. Fondo di terra battuta e foglie, segnaletica presente.

3. Il Sentiero degli Dei

Quattro ore abbondanti da Bomerano a Nocelle, con il problema del rientro da organizzare. Non è difficile tecnicamente ma è lungo, esposto e con fondo irregolare. Il trekking più famoso d'Italia, e per una volta la fama è meritata.

4. La Valle delle Ferriere

Da Amalfi si risale il vallone dei Mulini fino alla riserva: cascate, felci giganti, ruderi di cartiere e ferriere medievali. Tre ore circa, con un dislivello vero in salita all'andata. È l'unica delle cinque in cui camminate con l'umidità addosso, e in agosto è una benedizione.

5. Il Monte Molare

La cima più alta dei Lattari, 1.444 metri. Dai piazzali del Faito sono circa due ore andata e ritorno, con qualche tratto ripido e roccioso nel finale. In giornata limpida si vede dal Cilento al Circeo. È la più impegnativa e la più soddisfacente.

Tre regole che valgono per tutte

Acqua sempre, almeno un litro a testa: le fontane sui sentieri sono rare e non tutte potabili. Partenza presto in estate. E avvisateci di dove andate: conosciamo la zona e sappiamo dove non c'è campo.

Il periodo migliore

Come si legge la segnaletica

I sentieri del CAI sono marcati con bandierine bianche e rosse dipinte su rocce, muri e alberi. Il numero del percorso compare dentro un rettangolo bianco fra le due bande rosse. Una croce di Sant'Andrea rossa significa che state andando dalla parte sbagliata: tornate all'ultimo bivio.

Le tabelle segnavia ai bivi riportano i tempi di percorrenza calcolati per un camminatore medio senza soste. Se vi fermate a fotografare, aggiungete un terzo.

Cosa portare, davvero

  • Acqua: un litro e mezzo per le uscite oltre le due ore, di più in estate
  • Scarpe con suola scolpita: il calcare bagnato è scivoloso come il ghiaccio
  • Guscio antivento leggero: sui crinali cambia tutto in dieci minuti
  • Telefono carico e una power bank: sui valloni il campo va e viene
  • Un fischietto: pesa niente e si sente molto più lontano di una voce

Se andate da soli

Diteci dove e a che ora contate di rientrare. Non è formalità: conosciamo la zona, sappiamo quali valloni non hanno copertura telefonica e chi chiamare. Il numero unico di emergenza è il 112, e il Soccorso Alpino e Speleologico interviene su tutta la dorsale.

Il periodo delle fioriture

Fra aprile e maggio i pendii dei Lattari si riempiono di orchidee spontanee, ginestre, cisti e euforbia. È il momento in cui camminare qui non è solo panorama: è un tappeto che cambia colore ogni cento metri di quota.

Da metà marzo a fine maggio e da metà settembre a novembre. In quei mesi la temperatura è giusta, le giornate sono abbastanza lunghe e i sentieri non sono affollati. D'inverno si cammina benissimo nelle giornate serene, ma il fondo bagnato richiede attenzione.

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

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