Milletrecento metri di faggeta a picco sul mare, a venti minuti da casa nostra. In agosto, quando la costa tocca i trentacinque gradi, qui si sta con la felpa.

Un bosco che non dovrebbe stare lì

Il Faito ha una faggeta che scende molto più in basso di quanto la latitudine consentirebbe: l'umidità del mare e l'esposizione creano un microclima anomalo, e a settecento metri trovate faggi che altrove crescono a milleduecento. È un bosco fresco, verde cupo, con il rumore del vento e niente altro.

Come si sale

In auto, dalla strada panoramica che parte da Castellammare di Stabia e sale a tornanti fino ai piazzali in quota, oppure dal versante di Vico Equense. Dal Relais si arriva in circa mezz'ora.

Esiste anche la funivia che collega la stazione della Circumvesuviana di Castellammare con la quota del Faito. Il servizio ha attraversato lunghi periodi di sospensione: prima di programmare la salita in funivia, verificatene lo stato con l'esercente.

I sentieri

  • Monte Molare, 1.444 metri, la cima più alta dei Monti Lattari: sentiero segnato, circa due ore andata e ritorno dai piazzali, dislivello contenuto
  • Il Conocchia e la cresta verso il Monte Cerreto, per chi vuole camminare tutto il giorno
  • L'anello della faggeta, breve e adatto anche a chi cammina poco, con i tavoli da picnic lungo il percorso

La cappella di San Michele

In quota, su uno sperone, c'è un piccolo santuario dedicato all'arcangelo. La devozione micaelica sulle montagne è antichissima e si ritrova in tutto il Sud, dal Gargano alla Sicilia: cime, grotte, luoghi d'aria. Il panorama dal sagrato spazia da Ischia al Vesuvio.

Portatevi il pranzo

I punti di ristoro in quota sono pochi e con aperture stagionali irregolari. Un panino con il fiordilatte comprato in paese risolve la giornata, e mangiarlo sotto i faggi con il golfo sotto i piedi vale più di un ristorante.

Quando andarci

Cosa vive nella faggeta

Il bosco ospita il picchio, la poiana e, sulle pareti rocciose verso Vico Equense, il falco pellegrino. Nel sottobosco crescono agrifoglio, ciclamini e, in autunno, una quantità notevole di funghi. La raccolta è regolamentata: servono autorizzazione e rispetto dei limiti, e i controlli ci sono.

Il Faito d'inverno

Nevica quasi ogni anno, in genere fra gennaio e febbraio, e per qualche giorno la strada panoramica può essere chiusa o richiedere catene. Sono le giornate in cui i napoletani salgono in massa a vedere la neve, e in cui si fanno le fotografie che sembrano montate: faggi bianchi in primo piano e il mare azzurro sullo sfondo.

Le tre quote

  • Fino a 500 metri: castagneti e coltivi, il paesaggio di Pimonte
  • Fra 500 e 900 metri: la faggeta vera, fresca anche a Ferragosto
  • Sopra i 1.000 metri: creste rocciose, radure, panorami su entrambi i golfi

Una precisazione sui nomi

Monte Faito è il nome dell'altopiano boscoso, quello dei piazzali e della faggeta. Le cime vere sono altre: il Molare, 1.444 metri, e il Sant'Angelo a Tre Pizzi, che è la vetta più alta dei Monti Lattari. Chi dice di essere salito sul Faito quasi sempre è arrivato ai piazzali, che stanno intorno ai mille metri.

Da maggio a ottobre per camminare. A novembre per i colori del faggio, che diventa rame. In inverno nevica, e capita di vedere la neve sui rami e il mare azzurro nella stessa fotografia: succede poche volte l'anno ed è il motivo per cui i fotografi napoletani salgono quassù.

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

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