La punta estrema della penisola sorrentina, davanti al canale che la separa da Capri. Ci si arriva solo a piedi, e questa è la ragione per cui è rimasta come è.
L'area marina protetta
L'area marina protetta di Punta Campanella si estende per una quarantina di chilometri di costa fra Punta del Capo, a Sorrento, e Punta Germano, verso Positano, in territorio di Massa Lubrense e Positano. È divisa in zone a tutela diversa, con divieti precisi su pesca, ancoraggio e navigazione.
Il risultato si vede subito sott'acqua: praterie di posidonia intatte, saraghi e castagnole in quantità, fondali che nel resto del golfo non esistono più.
Il sentiero
Si parte dalla piazza di Termini, l'ultimo paese. Il percorso scende con circa un'ora di cammino fra muri a secco, uliveti e macchia, in un paesaggio sempre più spoglio, fino alla torre di avvistamento sulla punta.
- Circa un'ora all'andata, un'ora e un quarto al ritorno perché è tutto in salita
- Nessun servizio, nessuna acqua, ombra quasi assente
- Da evitare fra le undici e le sedici in piena estate
La torre, il tempio, l'iscrizione
La torre è cinquecentesca, parte del sistema di avvistamento antisaraceno voluto dai viceré spagnoli. Ma il posto è sacro da molto prima: qui sorgeva un santuario dedicato ad Atena, e su un gradino scavato nella roccia resta un'iscrizione in lingua osca del secondo secolo avanti Cristo che ricorda i magistrati che curarono i lavori.
Il nome Campanella viene invece da una leggenda locale legata alla campana della torre, che secondo la tradizione suonava da sola all'avvicinarsi dei pirati.
Il mare
Dalla punta non si fa il bagno comodamente. Le calette buone sono la Baia di Ieranto, sul versante di Nerano, e le insenature sotto Marina di Puolo. Per vedere davvero l'area protetta serve una barca o una maschera e la pazienza di scendere a piedi.
Il momento giusto
Il tramonto dalla punta, con Capri che diventa una sagoma nera contro il cielo arancione. Ma calcolate bene il rientro: al buio il sentiero non è banale e serve una torcia vera, non quella del telefono.
Cosa si vede sott'acqua
Le praterie di posidonia della riserva sono fra le meglio conservate del Tirreno, e sono l'habitat che regge tutto il resto. Con una maschera si vedono saraghi, castagnole, occhiate, salpe, polpi, e nelle zone più riparate la Pinna nobilis, il grande mollusco bivalve che negli ultimi anni è quasi scomparso dal Mediterraneo per una malattia.
- Zona A, di riserva integrale: vietati balneazione, pesca, ancoraggio e navigazione
- Zona B: consentiti balneazione e immersioni guidate, con limiti
- Zona C: regime più leggero, resta il divieto di ancoraggio sulla posidonia
La torre e le altre
La torre di Punta Campanella fa parte del sistema di avvistamento costiero costruito nel Cinquecento contro le incursioni saracene e barbaresche. Torri simili si vedono lungo tutta la costa da Positano a Massa Lubrense: erano collegate a vista e comunicavano con fuochi e fumo, trasmettendo l'allarme da un capo all'altro del golfo in poche ore.
La Baia di Ieranto
Sul versante di Nerano, dentro la riserva, c'è la baia più bella della penisola: due insenature, acqua verde, e i Faraglioni di Capri davanti. È gestita dal FAI, ci si arriva solo a piedi in circa quaranta minuti da Nerano, e non ci sono servizi. Fino agli anni Cinquanta lì si estraeva il calcare: dei vecchi impianti restano i ruderi.
Regole che vale la pena rispettare
Niente raccolta di conchiglie o ricci, niente crema solare in quantità industriale prima di entrare in acqua, niente ancore sulla posidonia. Sono le tre cose che fanno la differenza fra un'area protetta sulla carta e una che funziona davvero. Questa, per una volta, funziona.
Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.
Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.