A venti minuti a piedi dal Duomo di Amalfi comincia un vallone umido e ombroso dove crescono felci arboree sopravvissute all'era terziaria. È il posto più fresco della Costiera e il meno somigliante alla Costiera.
Che cos'è
La Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere protegge un vallone scavato dal torrente Canneto, alle spalle di Amalfi. Il fondo è stretto, l'acqua scorre tutto l'anno e la luce arriva poco: si è creato un microclima umido e costante che ha conservato specie vegetali di altre ere geologiche.
La più famosa è la Woodwardia radicans, una felce che può superare i due metri, relitto di un clima tropicale che qui non esiste da milioni di anni. Se ne trovano poche stazioni in tutto il Mediterraneo.
Il percorso
Si parte da Amalfi risalendo la valle dei Mulini, superando il Museo della Carta, e si continua fino ai ruderi delle antiche ferriere e delle cartiere. Sono circa tre ore andata e ritorno, con un dislivello in salita che si sente ma senza tratti tecnici. Lungo il percorso ci sono cascate e pozze.
- L'accesso alla riserva integrale è regolamentato: informarsi in anticipo su modalità e periodi
- Il fondo è spesso bagnato e scivoloso: scarpe con suola scolpita, non sandali
- Portare acqua anche se attorno gorgoglia il torrente: non è potabile
Le rovine
Il vallone è stato per secoli il motore industriale di Amalfi. La forza dell'acqua muoveva i magli delle ferriere e le pile delle cartiere che producevano la bambagina, la carta di stracci di tradizione araba. Oggi restano archi, muri e vasche invasi dall'edera: un'archeologia industriale medievale immersa nel bosco.
Quando andarci
Da marzo a giugno, quando la portata dell'acqua è alta e le cascate hanno senso. In piena estate il torrente si riduce, ma il fresco resta ed è forse la ragione migliore per salire.
Come incastrarla in una giornata
Due riserve, non una
La confusione è comune: esiste la Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere, che è l'area integrale a monte, ad accesso regolamentato, e c'è il percorso che risale il vallone dei Mulini da Amalfi, liberamente percorribile fino a un certo punto. Molti dicono di aver fatto la Valle delle Ferriere avendo camminato nella seconda.
Per la riserva vera servono informazioni aggiornate su modalità e periodi di accesso: cambiano, e chiedere prima evita di trovare un cancello chiuso dopo un'ora di salita.
Le felci, spiegate
La Woodwardia radicans è una felce di grandi dimensioni che nel Terziario era diffusa in tutta l'area mediterranea, quando il clima era caldo umido. Con il raffreddamento è sopravvissuta solo dove l'umidità è rimasta costante tutto l'anno: pochi valloni in Campania, Calabria, Sicilia e nelle isole atlantiche. Qui ce n'è una delle popolazioni più importanti d'Italia.
L'acqua che ha fatto l'industria
- Ferriere dal Duecento, con magli mossi dalla forza idraulica per lavorare il ferro dell'Elba
- Cartiere dal Trecento, che producevano la bambagina con la tecnica appresa dagli arabi
- Pastifici e mulini più a valle, fino all'Ottocento
Il vallone era, in scala, la zona industriale della repubblica marinara. Le rovine che vedete sono i resti di quel sistema.
In pratica
Partenza dal centro di Amalfi, salita costante, fondo spesso bagnato. Tre ore andata e ritorno con calma. In estate è il posto più fresco che possiate raggiungere senza salire in quota, e il rumore dell'acqua copre tutto il resto.
Mattina in valle, pranzo ad Amalfi, pomeriggio al Duomo e al chiostro. È una delle poche giornate in Costiera in cui camminate tanto e vedete poco traffico. Dal Relais ad Amalfi sono circa cinquanta minuti.
Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.
Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.