Pimonte non è una meta turistica e non fa niente per diventarlo. È un paese di montagna a mezz'ora dal mare, con il forno che apre alle sei e le vecchie che si salutano dal balcone. Vale la pena guardarlo, prima di correre in Costiera.

Dove siamo, esattamente

Pimonte sta sul versante settentrionale dei Monti Lattari, a circa quattrocentocinquanta metri di quota, in provincia di Napoli. È il punto in cui la penisola sorrentina si stringe: da qui, in poco più di venti chilometri per parte, si raggiungono sia il golfo di Napoli sia quello di Salerno.

Il territorio si divide in frazioni sparse lungo il pendio: Franche, Tralia, Casa Milone, Riola. Non c'è un centro storico monumentale ma un tessuto di case, orti terrazzati e castagneti che sale fino ai boschi.

Cosa guardare

  • La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, nel capoluogo
  • I terrazzamenti a secco lungo la strada per Franche: agricoltura di montagna ancora viva, con noci, castagne e ortaggi
  • Il belvedere naturale lungo la statale 366 verso Agerola, con il Golfo di Napoli che si apre di colpo
  • I lavatoi e le fontane pubbliche, ancora alimentati dalle sorgenti del massiccio

Il nome e il latte

Monti Lattari significa letteralmente monti del latte. Il nome viene dai pascoli d'alta quota e dalla tradizione casearia che ha prodotto il fiordilatte e il provolone del Monaco. Pimonte sta nel cuore di quest'area, ed è una delle ragioni per cui la colazione qui ha un sapore diverso: i latticini arrivano da pochi chilometri.

La vita di paese

Il mercato settimanale, la festa patronale d'estate, i bar della piazza dove si discute di calcio a voce molto alta. Chi cerca la Campania delle cartoline non la trova a Pimonte. Chi cerca un posto dove i prezzi sono quelli veri e nessuno vi tratta da turista, sì.

Il vantaggio pratico

Un litro d'acqua qui costa quello che costa in un supermercato normale, non quello che costa in Costiera. Fate scorta prima di scendere al mare.

Il nome e l'acqua

Pimonte viene probabilmente da pes montis, il piede del monte. È una descrizione geografica prima che un nome. Il territorio è attraversato da sorgenti che alimentano fontane pubbliche ancora in uso e che per secoli hanno mosso i mulini a valle, quelli di Gragnano che macinavano il grano della pasta.

L'acqua qui è sempre stata la risorsa: nelle stagioni asciutte, quando i paesi costieri restavano a secco, dalla montagna scendeva comunque.

Il calendario del paese

  • Mercato settimanale: l'occasione per vedere il paese al lavoro e comprare ortaggi a prezzi da paese
  • Festa patronale d'estate, con processione, banda e fuochi: la data cambia, chiedetecela
  • Raccolta delle castagne fra ottobre e novembre, quando i castagneti si riempiono di gente
  • Presepe vivente nel periodo natalizio, allestito da volontari fra le case

Cosa si compra qui e non in Costiera

Fiordilatte e ricotta di giornata, noci e castagne in stagione, ortaggi di terra, pane cotto a legna. I prezzi sono quelli di un paese dell'entroterra campano, cioè un terzo di quelli di Positano. Se fate colazione da noi e volete comprare per il pranzo al sacco, il giro di venti minuti in paese risolve la giornata.

Il vantaggio dei 450 metri

In agosto la differenza di temperatura fra Pimonte e il lungomare di Maiori è di sei o sette gradi, e di notte si allarga. Chi dorme in Costiera d'estate lo sa: alle due di notte l'aria è ferma e umida. Qui si dorme con la finestra aperta e la coperta leggera, che poi è la ragione per cui questa collina è stata luogo di villeggiatura molto prima che esistesse il turismo balneare.

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

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