Tre giorni sono pochi per la Costiera e sufficienti per non pentirsene, a patto di non provare a vederla tutta. Questo è l'itinerario che suggeriamo più spesso a chi si ferma da noi.
Perché la base in collina cambia le cose
Chi dorme sulla statale amalfitana passa gran parte della vacanza dentro il traffico della statale amalfitana. Chi dorme a monte, come qui a Pimonte, ha due discese possibili e nessuna coda serale per rientrare. È la ragione principale per cui i nostri ospiti riescono a vedere tre posti al giorno invece di uno.
Giorno 1: la Costiera classica
Partenza presto verso Positano. Mattinata nel borgo, pranzo leggero, e nel pomeriggio spostamento ad Amalfi lungo la statale: quel tratto di strada, con i tornanti a picco e il fiordo di Furore che appare all'improvviso, è già di per sé mezza escursione.
Ad Amalfi il Duomo e il Chiostro del Paradiso, poi due passi ad Atrani. Rientro al tramonto con la luce che colora il costone.
Giorno 2: alto e lento
Il Sentiero degli Dei la mattina, da Bomerano. Nel pomeriggio, chi ha ancora energia sale a Ravello per Villa Cimbrone; chi non ne ha più scende a Marina di Praia per un bagno e un piatto di pesce.
È la giornata in cui si capisce che la Costiera non è solo una linea di costa: è una montagna che finisce nel mare, e i suoi sentieri sono più antichi della strada.
Giorno 3: archeologia o penisola
Due strade. Verso nord: Pompei la mattina, e nel pomeriggio la salita al Vesuvio, con il cratere e la vista sul golfo. Verso ovest: Sorrento, l'aliscafo per Capri e il Monte Solaro.
Non fate entrambe
Pompei più Capri nello stesso giorno è un'idea che sembra buona la sera prima e sembra pessima alle sei del pomeriggio.
Se i giorni fossero quattro
- Un giorno di mare vero, senza itinerario: Marina del Cantone o Baia di Ieranto
- Oppure Paestum e i tre templi greci, un'ora e mezza verso sud
- Oppure Ercolano, che a molti resta impresso più di Pompei
Come muoversi
Se piove
Capita, soprattutto in primavera e in autunno, e non è la fine della vacanza. La Costiera con la pioggia ha un altro carattere: le nuvole si appoggiano sui costoni e i paesi si svuotano. Ci sono giornate al coperto che funzionano meglio di quelle al sole.
- Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con tutto quello che è uscito da Pompei
- Il Museo della Carta di Amalfi e gli Arsenali della Repubblica
- Ercolano, in gran parte riparata, e il MAV con le ricostruzioni digitali
- Le cantine di Tramonti o del Vesuvio, con degustazione
- Le stazioni dell'arte della metropolitana di Napoli
Quanto tempo si perde davvero
La distanza fra Positano e Amalfi è di diciotto chilometri. In gennaio si percorrono in trentacinque minuti, in agosto possono volerci due ore. È il dato che rende inutili tutti gli itinerari copiati da internet: pianificare la Costiera senza tenere conto del mese in cui ci si va porta a giornate impossibili.
La nostra regola, quando ne parliamo a colazione, è semplice: da giugno a settembre, due tappe al giorno e non tre. Negli altri mesi, tre si fanno.
Un consiglio sull'ordine
Molti mettono la giornata di trekking all'ultimo giorno, quando le gambe sono già consumate dalle scale di Positano e Amalfi. Meglio il contrario: si cammina il secondo giorno, con le gambe fresche e la testa già dentro il posto, e si tiene il terzo per una giornata più lenta.
Auto per gli spostamenti fra collina e costa, bus SITA per i tratti sulla statale in alta stagione, traghetti per i collegamenti fra Positano, Amalfi, Salerno e Sorrento. La combinazione migliore cambia ogni giorno: ve la ragioniamo insieme a colazione.
Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.
Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.