Sette chilometri di crinale a picco sul mare, con Capri sempre davanti. È il trekking più fotografato d'Italia e anche il più sottovalutato: molti lo affrontano in infradito e se ne pentono al terzo chilometro.

Dove comincia davvero

Il tracciato ufficiale è il CAI 327 e parte da Bomerano, frazione di Agerola, per finire a Nocelle, sopra Positano. Dal Relais Buona Stella si arriva a Bomerano in auto lungo la statale 366: è la direzione naturale, quella che segue il crinale dei Monti Lattari senza mai scendere al mare.

Si può percorrere anche al contrario, da Nocelle verso Bomerano, ma è una scelta che consigliamo solo a chi ha gambe allenate: in quel verso si sale quasi tutto il tempo e il sole batte in faccia nel pomeriggio.

Quanto dura, per davvero

Le guide dicono tre ore. Con le soste per le foto, il fiato corto nei tratti esposti e la pausa panino a Colle Serra, calcolate quattro ore e mezza. Il dislivello complessivo è modesto, poco più di trecento metri in discesa, ma il fondo è pietroso e irregolare per lunghi tratti.

  • Lunghezza: circa 7 chilometri fino a Nocelle
  • Difficoltà: escursionistica, senza tratti attrezzati
  • Fondo: pietra, terra battuta, gradini irregolari
  • Acqua: nessuna fontana sicura lungo il percorso, portatene almeno un litro e mezzo a testa

La parte che nessuno racconta: il ritorno

Arrivati a Nocelle vi aspettano 1.500 gradini per scendere a Positano, oppure un autobus locale che fa la spola con Piazza dei Mulini. Se avete lasciato l'auto a Bomerano dovete comunque rientrare: la soluzione più semplice è il bus SITA da Positano ad Amalfi e poi la coincidenza per Agerola, ma richiede tempo e pazienza.

Il nostro consiglio

Partite presto, lasciate l'auto a Bomerano e mettete in conto che il rientro vi porti via due ore. Oppure fatevi accompagnare all'imbocco: ve lo organizziamo volentieri, e a fine giornata trovate la piscina pronta.

Il mese giusto

Aprile, maggio, ottobre. In quei mesi la macchia mediterranea è in fiore o ha ancora i colori caldi, e la temperatura sul crinale resta gestibile. Luglio e agosto sono duri: nessuna ombra per lunghi tratti, e le rocce restituiscono il calore fino a sera. Dicembre e gennaio regalano una visibilità che d'estate non vedrete mai, ma il fondo bagnato scivola.

Cosa portare

  • Scarponcini o scarpe da trail con suola scolpita: le sneakers da città non tengono
  • Cappello e crema solare, anche a marzo
  • Un guscio antivento: sul crinale tira sempre
  • Contanti per il bus, non tutti accettano carte

Le varianti che quasi nessuno considera

Il 327 non è l'unico modo di camminare su quel crinale. Da Bomerano parte anche il sentiero che scende a Praiano lungo la Valle di Praia, più corto e molto più ripido: due ore secche di gradini, con il vantaggio di finire direttamente al mare. È la scelta di chi vuole camminare la mattina e fare il bagno all'una.

Chi invece vuole allungare può innestarsi sull'Alta Via dei Monti Lattari e proseguire in quota verso il Monte Tre Calli, lasciando il traffico dei gruppi organizzati sotto di sé. In quel tratto, in una mattina di aprile, capita di non incontrare nessuno per due ore.

Le tre soste che valgono una fermata

  • Il Grottone dei Biscotti, una cavità nella roccia usata per secoli come riparo dai pastori: sta sulla sinistra poco dopo l'inizio, molti la superano senza vederla
  • Colle Serra, il punto in cui il sentiero taglia il costone e la vista si apre da Capri a Punta Campanella
  • I terrazzamenti di Montepertuso, poco prima di Nocelle, dove si capisce quanta terra sia stata portata a spalla per coltivare quella montagna

Il pericolo vero non è la quota

Non ci sono passaggi esposti che richiedano attrezzatura, e il sentiero è largo per quasi tutta la lunghezza. I soccorsi che intervengono ogni estate riguardano altro: colpi di calore, disidratazione, distorsioni su fondo mobile e persone rimaste al buio perché hanno iniziato troppo tardi.

Regola semplice: se partite dopo le dieci in luglio, o dopo le quindici in qualunque mese, state prendendo un rischio evitabile. Il tramonto sul crinale è bellissimo e il sentiero al buio no.

Un'ultima cosa. Il tratto più bello non è quello finale sopra Positano, dove ormai la gente si accalca per la foto. È il primo, subito dopo Bomerano, quando il sentiero gira attorno al costone e il Golfo si apre tutto insieme. Fermatevi lì cinque minuti, prima che arrivi il gruppo dietro.

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

Verifica disponibilità Scrivici su WhatsApp