Ravello sta trecento metri sopra il mare e non ha una spiaggia. Proprio per questo si è salvata: qui si viene per i giardini, per il silenzio e per una vista che Wagner disse di aver cercato tutta la vita.

Villa Rufolo e il giardino di Klingsor

Nel 1880 Richard Wagner visitò il giardino della villa e scrisse di aver trovato il giardino magico di Klingsor, l'ambientazione che cercava per il secondo atto del Parsifal. Da quell'annotazione è nato tutto il resto: il festival, la fama, l'idea stessa di Ravello come luogo musicale.

La villa è un edificio del Duecento con torre e chiostro moresco, ma quello per cui la gente arriva è il belvedere fiorito che si affaccia sul golfo di Salerno. In primavera le aiuole sono al massimo, e il palco del festival viene montato letteralmente a sbalzo sul vuoto.

Villa Cimbrone e la Terrazza dell'Infinito

Si arriva a piedi dal centro in una quindicina di minuti, lungo un vicolo lastricato in leggera salita. Alla fine del viale dei giardini c'è una balconata con busti di marmo affacciata su duecentocinquanta metri di vuoto. Gore Vidal, che ha vissuto a Ravello per trent'anni, la definì la vista più bella del mondo.

Andateci verso la chiusura, quando i gruppi se ne sono andati e la luce taglia bassa. Cambia tutto.

Il Festival

Il Ravello Festival esiste dal 1953 ed è una delle rassegne musicali più longeve d'Europa. Il programma va da luglio a settembre e mescola sinfonica, jazz, danza e concerti all'alba: quello del solstizio, che comincia alle quattro e mezza del mattino sul palco di Villa Rufolo, si esaurisce con mesi di anticipo.

Prenotate prima di partire

I biglietti dei concerti in belvedere vanno via presto e la strada per Ravello in serata è stretta. Se pianificate una serata al festival, avvisateci: possiamo tenervi la cena leggera al rientro.

Quanto tempo serve

  • Solo Villa Rufolo e il centro: due ore
  • Rufolo, Cimbrone e pranzo: mezza giornata piena
  • Aggiungendo la discesa ad Amalfi: una giornata

Il Duomo e il pulpito che nessuno guarda

Nella piazza principale, quasi dato per scontato da chi corre alle ville, c'è un duomo dell'undicesimo secolo con una porta di bronzo fusa a Costantinopoli nel 1179 e due amboni musivi. Quello di destra, il pulpito Rufolo, poggia su sei colonne tortili sorrette da leoni, con un mosaico di Giona e la balena che è fra i capolavori dell'arte cosmatesca del Sud.

L'ingresso al museo del duomo costa pochi euro e ci si sta un quarto d'ora. Vale più di molte cose per cui la gente fa la fila.

Chi ci ha vissuto

Ravello ha una storia di ospiti lunga e ingombrante: Wagner, Boccaccio, che vi ambientò una novella del Decameron, D. H. Lawrence, che ci scrisse parte dell'Amante di Lady Chatterley, Greta Garbo, che ci si nascose con Leopold Stokowski nel 1938, e Gore Vidal, che comprò La Rondinaia sotto Villa Cimbrone e ci stette trent'anni.

Non è un elenco di celebrità da brochure: spiega perché un paese di duemilacinquecento abitanti abbia un festival internazionale, e perché ci si aspetti un certo silenzio quando si cammina nei suoi vicoli.

Come organizzare la giornata

  • Mattina presto: Villa Rufolo, prima che arrivino i gruppi da Amalfi
  • Tarda mattina: duomo, museo, piazza
  • Pranzo in una delle trattorie fuori dalla piazza principale
  • Pomeriggio tardo: Villa Cimbrone, con la Terrazza dell'Infinito verso le cinque
  • In alternativa alla villa: la passeggiata a Torello o il sentiero che scende a Minori

Dal Relais sono poco più di un'ora di curve. Non è la gita più veloce che potete fare, ma è quella da cui si torna più tranquilli.

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

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