Amalfi è stata una repubblica marinara quando Venezia era ancora una laguna di pescatori. Di quella storia resta molto più di quanto il flusso di visitatori in piazza lasci immaginare.

La scalinata e quello che c'è dietro

Sessantadue gradini separano la piazza dal Duomo di Sant'Andrea. La facciata a fasce bianche e nere che vedete oggi è un rifacimento ottocentesco, ma dietro c'è un complesso stratificato dal nono secolo in poi: la basilica del Crocifisso, la cripta con le reliquie dell'apostolo, il campanile con le cupolette maiolicate.

La parte che sorprende quasi tutti è il Chiostro del Paradiso, costruito nel Duecento come cimitero dei nobili amalfitani. Archi intrecciati, colonne sottili, un'aria che ricorda più il Nordafrica che l'Italia: era il mondo che i mercanti di Amalfi frequentavano ogni giorno.

La carta, l'altro tesoro

Risalendo la valle dei Mulini si arriva al Museo della Carta, ricavato in una cartiera del Trecento. Amalfi produceva la bambagina, una carta di stracci che i mercanti avevano imparato a fabbricare dagli arabi, e che qui si continua a fare a mano. La visita dura poco meno di un'ora e la dimostrazione con il telaio vale il biglietto.

  • Duomo e Chiostro del Paradiso: contate almeno un'ora
  • Museo della Carta: venti minuti a piedi in salita dalla piazza
  • Valle delle Ferriere: la riserva naturale parte da qui, per chi vuole allungare

Due date da segnarsi

Il 27 giugno e il 30 novembre Amalfi festeggia Sant'Andrea. Il momento che nessuno dimentica è la corsa dei portatori: la statua d'argento del santo viene portata di corsa su per i sessantadue gradini, in una folla che urla. Non è folklore per turisti, è una cosa loro.

Come arrivarci dal Relais

Circa cinquanta minuti in auto. In alta stagione conviene scendere ad Amalfi la mattina presto o, meglio ancora, parcheggiare ad Agerola e usare il bus: la statale amalfitana in agosto è un parcheggio lineare.

Atrani, a dieci minuti a piedi

Perché una repubblica marinara proprio qui

Guardando Amalfi oggi, incastrata fra due pareti di roccia, viene difficile immaginarla come potenza mediterranea. Eppure fra il nono e l'undicesimo secolo la città batteva moneta propria, il tarì, aveva colonie a Costantinopoli e in Egitto e un codice marittimo, le Tavole Amalfitane, che regolò la navigazione nel Mediterraneo per secoli.

La ragione è la stessa che la rese scomoda: l'isolamento. Circondata da montagne invalicabili e senza terra coltivabile, Amalfi non poteva che guardare al mare. E il mare, per chi non ha alternative, si impara meglio.

L'arsenale e l'altro museo

A due passi dal porto ci sono gli Antichi Arsenali della Repubblica, due navate gotiche con pilastri in pietra dove si costruivano le galee. È l'unico esempio di cantiere navale medievale rimasto nel Sud Italia, ed è quasi sempre vuoto. Dentro c'è anche la Compass Rose, una sezione dedicata alla bussola e alla figura di Flavio Gioia.

Dove parcheggiare senza bestemmiare

  • Il parcheggio in galleria vicino al porto: comodo, caro, pieno entro le dieci
  • Pogerola, in quota sopra Amalfi, con bus che scende in centro: la soluzione dei residenti
  • Agerola, se arrivate dall'alto come si fa da Pimonte: si lascia l'auto e si prende il bus per Amalfi

La stagione dei limoni

Da febbraio ad aprile la raccolta dello sfusato è al massimo e i vicoli odorano di agrume. È anche il periodo in cui i produttori vendono direttamente, e in cui la delizia al limone che comprate in pasticceria è fatta con frutta di due giorni prima invece che di conserva.

Pochi ci vanno e sbagliano. Atrani è il comune più piccolo del Mezzogiorno per superficie, si raggiunge dal Duomo con una passeggiata sul lungomare, e ha una piazzetta con la fontana che è esattamente l'immagine di Costiera che tutti cercano a Positano senza trovarla.

Sette camere, una piscina
e il Golfo di Napoli davanti.

Siamo a Pimonte, in collina fra la Costiera Amalfitana e la penisola sorrentina. Il posto auto c'è e la sera si dorme col fresco.

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